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Aggiornamento software "DISASTER” 2.0
di Marco Corona
info@marcocorona.com

Sei un cantante? Musicista? Forse un Produttore? Perfetto! Cestina Protools, Logic, Cubase o qualsiasi altro sequencer. Passa subito a Disaster 2.0!
L’aggiornamento è disponibile per tutti. Non occorre pagare nulla, è gratis!
Forse non te ne sei accorto ma lo stai già utilizzando da tempo; tuttavia non sei a conoscenza che è disponibile la nuova versione 2.0. Non c’è problema, t’indico io quali sono le recenti novità:

  • Il digital store Inglese specializzato in Dance “Play it Tonight” www.playittonight.com ha chiuso i battenti. Ovviamente non è il primo e non sarà l’ultimo! 
  • Beatport da un paio di mesi a questa parte ha ridotto i prezzi di vendita che ora, per una nuova release non esclusiva, è di soli Euro 1,56 (prezzo al pubblico). Fate voi tre conti tra tasse (la loro Iva), % e quant’altro, quanto può arrivare nelle nostre tasche.
    La cosa più brutta è che il portale più famoso in ambito dance al mondo sta lanciando un messaggio neanche troppo tacito ma molto inquietante: le vendite si sono drasticamente ridotte. Tentiamo la carta d’abbassare i prezzi e vediamo se il nostro mercato si risolleva.
    Personalmente, questa tattica la trovo controproducente. A fronte del trend negativo e al taglio dei prezzi, il passo verso la rovina è alle porte (sempre che il mercato non cambi rotta). Sfoltire personale, chiudere le varie sedi dislocate in diversi paesi, saranno solo i prossimi passi. 
  • Un negozio di vendita musica in digitale, di cui non posso fare il nome in quanto la notizia al momento è riservata, ha dichiarato che ogni giorno carica diecimila tracce. Non so se avete capito bene: 10 mila! Ora ditemi voi, come può un artista emergere o, più terra-terra, come e quanto può vendere un brano? 
  • Amazon, il più famoso negozio on-line che vende dall'abbigliamento ai libri, ha deciso di aprire il suo digital store. Visto i prezzi con cui saranno messe in vendita le tracce, solo 3 sterline ad album, s’ipotizza che l'intento è di fare una concorrenza spietata a iTunes. Il risultato? Gli artisti riceveranno, forse, pochi centesimi per traccia. 

A mio avviso occorre mettersi in testa che produrre musica è un lusso; soprattutto in ambito dance! Chi deve campare con le royalty può vivere solo nella speranza che il pezzo sia preso in licenza per una compilation (e che la stessa funzioni). E’ evidente che non si può vivere nell’incerto o nei miracoli.

Oggi, chi fa questo mestiere deve avere altre entrate. Le produzioni servono (forse) per promuoversi, affermarsi. Anche gli artisti delle major a fronte delle minori entrate derivanti dalle vendite dei Cd, Dvd e Mp3, per le loro esibizioni live hanno aumentato il cachet.
Pertanto, avanti con l'amore e la passione per la musica, ma non creiamoci aspettative che saranno molto difficili da realizzare; soprattutto non aspettiamoci di vivere in modo decoroso con i proventi di Beatport (o altri digital stores)!

Come avete notato le novità della versione 2.0 di “Disaster” non sono vitali… se non per il fatto che vanno a incidere ancor più sulla nostra sopravvivenza. E poi, siamo un po’ masochisti, o no?

Ps. Se “Disaster 2.0” non è di vostro gradimento potete sempre utilizzare il software della concorrenza “Recession”, ormai giunto alla versione 2009.