![]() |
Eventi Amsterdance di Riccardo Sada Ma quale donnine in vetrina e spinelli a go go, nella città più elettronica e mondana del mondo è la musica da discoteca che fa la differenza. Grazie anche all’Amsterdam Music Event, quattro giorni di fiera del clubbing Nell’ultimo comunicato stampa di quella che è considerata l’unica grande fiera musicale specializzata in elettronica, l’Amsterdam Music Event (www.amsterdam-dance-event.nl), gli organizzatori, giunti alla tredicesima edizione, chiedono dove sia mai questa crisi che attanaglia il clubbing. In parte è vero, la città olandese per l’occasione è stata invasa da rappresentanti di agenzie di booking e da organizzatori di eventi. Ma è stata anche popolata da etichette digitali e da web aggregator, cioè coloro che raccolgono musica e la distribuiscono a siti come iTunes e Beatport. E la discografia vecchia maniera sta a guardare. Amsterdam con il suo evento mette le carte in tavola e fa intendere che il cambiamento è più che in atto. Esibizioni, dibattiti, tavole rotonde, meeting e trattative sono all’ordine del giorno e chiamano in causa migliaia di professionisti. Un volo Transavia (www.transavia.com) val bene la pena. Nelle vicinanze del Dylan Hotel, ma soprattutto presso i saloni dell’antico complesso del Felix Meritis, è stato un avvicendarsi di volti e di promozionali, chi con singoli (in veri cataloghi) e chi con dj set (cd mixati) alla ricerca di serate. Un’ottima vetrina per volenterosi e caparbi dj, musicisti, produttori: 2000 addetti ai lavori da oltre 42 paesi del mondo, un tutto esaurito. “L’alto profilo dei delegati ha reso ancor più solide le nostre basi, i risultati e la buona riuscita della kermesse. Siamo orgogliosi del lavoro di tutti”, ha detto entusiasta il general manager Richard Zijlma. E con ragione: oltre 90 mila persone hanno partecipato agli eventi ufficiali correlati, con 44 feste e 700 performance. Numeri d girar la testa, se considerati in un’unica quattro-giorni no stop. Solo i comuni mortali si filano le donnine in vetrina frequentando i coffee shop. Perdendoci. La città più elettronica e mondana del mondo, la differenza la fa con la musica e gli strani locali. Eccola qui l’Olanda dei mercatini di tulipani che aprono quando si sta uscendo dalla discoteca dopo aver ascoltato e ballato assi delle classifiche come Victor Calderone (quello che remixa star come Madonna), Funkerman e Fedde Le Grand (che giocano in casa al club Paradiso), Tomcraft (al Flex bar), Sharam (la metà dei Deep Dish, impegnato allo Zebra), Dave Clarke, DJ Hell, Deadmau5 (al Melkweg), Sven Väth e Guy Gerber con il live (The Sand) e tantissimi ancora, a piedi dalla Leidseplein, una delle piazze più matte e vive. I mulini a vento sono a mezz’ora di auto. La Venezia del nord, con le sue stradine piene di storia: tra migliaia di biciclette nascondono club di ogni dimensione (come l’Arena) e discobar dal design unico. Cosa che Miami, Tokyo, Berlino si possono sognare. Anche perché gli architetti maggiormente visionari nascono qui. Alla sera, ballo sfrenato. Per un riposo forzato gli hotel sono a portata di ogni tasca (il Nicolaas Witsen - www.hotelnicolaaswitsen.nl - è l’esempio del buon mercato), così come le friggitorie di Febo (www.febodelekkerste.nl) dalle quali si esce sazi con meno di cinque euro o i Wok To Walk (www.woktowalk.com), sapori indonesiani ormai integrati nella cucina locale. Se si hanno le forze, via ai rave, alle one-night, alle feste in centri sociali, Internet Café e case occupate: poco importa dove si balla ma... cosa si balla. I suoni, allora. Stare ad Amsterdam è come stare in una classe e seguire una lezione di musica moderna. Si scopre che la house a breve diventerà meno acida e più melodica grazie alla trance (anche un dj come Paul van Dyk, reduce da una nottata all’Escape, crede in questo cambiamento), quindi assumerà colori tenui e sarà maggiormente melodica. Si intravede una techno meno minimale e sempre più aperta alle contaminazioni di svariata natura. Si nota il possibile ritorno del 2 step, più nevrotico, essenziale e gonfio e ribattezzato dubstep. Si nota il tracollo del drum’n’bass. E soprattutto sale in cattedra la vorticosa fidget house, sorta di ramificazione dell’electroclash: in soldoni, suoni techno distorti, sapore rock, velocità house. Un po’ alla Benassi ma con una verve punk in più. E così gli italiani Crookers si fanno una data dietro l’altra tra le città dei paesi bassi. Qualche rarità invece la si trova al mercato Albert Cuyp Markt (www.albertcuypmarkt.nl), nel quartiere De Pijp. Si tiene tutti i giorni tranne la domenica in Ferdinand Boolstraat. Tre chilometri dove, tra verdura, frutta e aringhe, è possibile trovare cd singoli dance storici e ovviamente usati, oltre che vinile (ma anche tra le bancarelle del Lindengracht Markt e del Waterlooplein Markt non si scherza) e abiti e accessori perfetti per le serate fuori con gli amici. Poi, oggettistica più strana e originale e ancora tantissimo design. |