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Nel corso della mia attività di dj ho avuto modo di provare consolle di tutti i tipi. Una volta, in un locale ben frequentato e ben avviato, con stupore, ho lavorato in una cabina girata al contrario. Si, avete capito bene. Guardavo il muro! Quella sera mi sono preso un bel torcicollo. Ma non è l'unico ricordo bizzarro. Sono stato resident in un locale che aveva la djbooth a 5 metri d'altezza dalla pista. Li, non mi sono preso il torcicollo, ma sporgendomi per vedere se la "pista funzionava", quasi cado giù e m'ammazzo!
In un altro locale la cabina era costituita da una sorta di gabbia 2 x 2 m. con tanto d'inferiate. Fino a qui, voi direte, beh, non c'è poi molto di strano. Vero. Peccato che la pista era a 300 metri di distanza.
A questo punto sorge spontaneo il dubbio: "Altro che Finto Figo, sei veramente Finto Sfigato". Non è proprio cosi. Questo è il frutto dell'esperienza ed esclusivamente (per fortuna), di casi isolati. Ovviamente le esperienze positive sono state di gran lunga superiori.
Se chiedete ai djs dove vorrebbero posizionata la cabina, il 99,9 % risponderebbe che deve essere fronte pista, possibilmente a contatto con il pubblico, leggermente rialzata o con un piccolo vetro che funge da divisorio. Non fosse altro per il fatto che i bicchieri colmi di cuba libre e
gintonic, che i clienti depositano (dappertutto), non ti verranno riversati sul mixer; oltretutto sarete al riparo dal "solito alticcio" che inevitabilmente tenta di stendersi sul giradischi per chiederti chissà che cosa!
Come mai non si tengono in considerazione le opinioni delle persone deputate a lavorare in questo piccolo anfratto? Perché si trascura quello che dovrebbe essere un parere autorevole, in una attività dove tutto ruota (o dovrebbe ruotare) intorno alla musica? La risposta è tanto semplice quanto paradossale, anzi assurda: l'imprenditore, se in economia sia affida a se stesso o al suo geometra, convinto di conoscere tutti i segreti del mestiere; diversamente è l'architetto, possibilmente di grido, che cura tutti i dettagli a 360 gradi, dimenticando alcune basilari regole. Preso da una visione maniacale del suo insieme, plasma il locale sotto l'aspetto architettonico-estetico a discapito della funzionalità. Credetemi, la maggior parte degli architetti (per fortuna non tutti) ragionano su parametri molto diversi dalla realtà basandosi spesso e volentieri su quello che loro, come avventori, vorrebbero trovare nel club. Non si rapportano con la clientela. Non vanno in mezzo ai giovani per studiarli, intervistarli, per carpire le loro esigenze. Al massimo fanno una capatina fugace nel locale che in qual momento è quello di riferimento. Troppo poco.
Qualche settimana fa, su d'una autorevole rivista, ho letto con terrore un articolo di una famosa architetto che snocciolava un elenco di priorità che un locale deve tenere presente per essere vincente. Orbene la musica era all'ultimo posto!
A tal proposito ho colto l'opinione di Filippo Nardi che, in esclusiva per Finto
Figo, dice la sua.
D: Perché i proprietari dei locali e/o gli architetti tendono a non consultare le persone deputate a
dare consigli mirati su consolle e pista, ovvero i djs?
R: Gli architetti sono bravi nel creare progetti asettici dove tutto è in esposizione e non devi necessariamente soggiornarci. Se quelle stanze tanto belle tanto poco funzionali le riempi di tutto il necessario è quasi impossibile conviverci. Quasi sempre si dimenticano che si sta ruotando intorno ad un progetto "Disco" dove la forza motrice del locale è la musica.
D: A tuo avviso la club culture ha un futuro da protagonista o verrà emarginata lasciando lo spazio a favore di un entertainment più soft
(aperitivo-cena-happy music-locale fashion-bocce di champagne)?
R: Si dividerà, come si sta già facendo, in 3 parti: 1) gli sboroni, che non hanno nessun interesse ad ascoltare la musica. 2) gli sbarbati che ascoltano musica aggressiva prendendo droghe sintetiche. 3) i club più piccoli, per gente più grande, che si ricorda ancora quando la musica da disco era bella e piena d'anima. Prova ad indovinare a quale categoria appartengo?
D: Quale è stata la consolle più strana in cui hai lavorato?
R: Una volta ho suonato in un club dove la consolle era separata dalla pista da un muro. Ogni tanto scendevo ed andavo nell'altra stanza per vedere se ballavano. Pazzesco!
D: … e la meno funzionale?
R: Quelle tante. Molto spesso mi sono trovato in cabine con problemi di vario genere: dalla mancanza dei giradischi o delle testine fino ad arrivare a quella fatidica volta in cui la "spia" ha preso fuoco!"
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