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Cestina tutto. Ora ci sono io.
di Marco Corona
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D’agli albori dei primi mixer dedicati all’arte del djing, ai giradischi, fino alle attuali DAW (Digital Audio Workstation), i deejays sono a stretto contatto con la tecnologia. Da sempre gli sono stati proposti, meglio propinati, oggetti che avrebbero rivoluzionato il loro modo di lavorare, migliorando, di fatto, la qualità della vita, con proclami del tipo: “Rivoluzionario!”, “Sbaraglierà la concorrenza!”, “Soppianterà tutto quello che c’era prima di lui!”. C’è da crederci? Certo che no! Seguitemi e ve ne fornirò la prova (e non solo nella tecnologia)!

Vediamo di raccontare espressamente ed esclusivamente argomenti nell’ambito clubbing-nightlife (diversamente occorrerebbe un tomo, e non so se l’editore ne sarebbe contento ndr), quelli che sono stati se non proprio “bufale”, almeno “meteore”, “flop” o qualsiasi altro termine che renda bene l’idea per tutto ciò che, aimè, è stato Finto Figo e nulla di più!

Partiamo dal più celebre: il giradischi. Da anni vengono offerti i più disparati modelli. Tutte le marche di settore sono impegnate a realizzare il modello più ergonomico, leggero, con partenza veloce, robusto, e, soprattutto con la consulenza dei migliori djs (pagati fior fiore di quattrini ndr). Per questa “opera” sono stati spesi milioni di parole, fiumi di pagine pubblicitarie, migliaia di sponsorizzazioni, centinaia di djs testimonial. E cosa è successo? Nulla. Che tu vada a suonare a Miami o a Timbuctu troverai sempre lui, il vecchietto della situazione, il trentenne attempato ma sempre in forma. Il mitico 1200 della Technics! Su di lui pesano ormai gli anni, diversi Gin Tonic versati e molestie al limite della denuncia, del tipo: vinili incendiati con alcool, motoseghe, pugni, pedate, e quant’altro. Lui, il mitico mille e due, è lì che se la ride sornione. Dall’alto della sua esperienza mi dice: “Sai molte volte sono stato cornificato, tradito, ma, alla fine tornano sempre a casa, da me”. E come dargli torto?

E che dire del Minidisc? Un’altra “fetecchia” come direbbe Greggio, che doveva sostituire prima il Dat, e poi far concorrenza al Cd. Migliaia di dollari d’investimenti. Sforzi colossali per farlo diventare uno standard: dall’home stereo alle autoradio. Risultato? E’ praticamente e prematuramente scomparso, in sordina, senza la protesta e la nostalgia di alcuno.

Un'altra fantasiosa ricetta tecnologica è più che mai d’attualità: la consolle con l’I-Pod. Ne hanno realizzate di tutti i tipi e, sicuramente, ne realizzeranno ancora. Ve lo immaginate Carl Cox, con le sue manine che sembrano due bistecche fiorentine, a mixare con uno di questi aggeggi? Ridicolo vero?

E’, più o meno, la storia del Final Scratch, che doveva essere la rivoluzione del dj del terzo millennio!!! Non so voi, ma io, in una consolle “seria” non l’ho mai visto. Forse qualche dj se lo porta da casa, a suo uso e consumo.

Concludiamo con Ibiza, da sempre deputata regno del club culture con annessi e connessi. Quante volte abbiamo ascoltato e letto che sarebbe stata soppiantata da altre amene località? Mikonos, Sharm El Sheik, Ayia Napa, la Sardegna, la Riviera Romagnola. Nulla da fare. Nonostante gli innumerevoli sforzi, budget illimitati, campagne pubblicitarie televisive, investimenti faraonici, lei, l’Isla Bianca, è sempre lì al suo posto. Regina incontrastata della trasgressione e della dance music in tutte le sue declinazioni. Pronta ogni estate a calamitare orde di giovani che, saranno pure FINTI FIGHI, ma alle bufale non ci cascano…

Eheeheheehehe!