Articolo 
Closing Party 
di Marco Corona

Ci sono locali che non ci si può dimenticare poiché hanno fatto la storia della club culture planetaria. I loro talentuosi deejays, ancor oggi sono citati ad esempio. La loro musica riecheggia tuttora in preziosi mixtape gelosamente custoditi (e duplicati).

Anche ai giorni nostri, seppure in modo diverso e più frammentato, ci sono clubs che stanno riscrivendo la storia della dance music, aggiungendo nuovi e altrettanto interessanti capitoli.

IL PASSATO
PARADISE (New York)
Come non citare un club come il Paradise di New York, che al numero 84 di King Street raccoglieva il meglio della scena dance della grande mela. Dal 1976 al 1987 il re incontrastato è stato il dj-fenomeno Larry Levan. Da allora non ha più trovato uno spazio consono alla sua proverbiale fama e cultura musicale.
Il club ora è: uffici di una compagnia di telecomunicazioni.

HOME (Londra)
Aperto nel 1999, è stato per molto tempo il “Super tech club”. La sua chiusura, solo due anni dopo, ha suscitato molto scalpore, non solo nel Regno Unito ma in tutto il mondo poiché è avvenuta in modo plateale e condita dagli immancabili media. Il motivo ufficiale della chiusura è quello che ricorre sempre di più oggi giorno: la droga.
Il club ora è: frazionato tra bar, negozi e fast food.

DC 10 (Ibiza)
Vittima predestinata. Sacrificata all’insegna di un’Ibiza pulita, ma solo in facciata. Le prime avvisaglie c’erano già state nella stagione 2007 quando è stato chiuso tra giugno e luglio per “problemi di droga”. Ha riaperto ma la stagione era ormai compromessa. L’anno scorso, dopo pochi giorni dalla riapertura, l’hanno costretto a chiudere definitivamente, cullando per un intero anno l’illusione di poter ripartire alla grande. Nei suoi pochi anni di vita il DC10, grazie anche alla serata “Circo Loco”, è riuscito a imprimere in modo indelebile un nuovo stile d’intendere il clubbing, contraddistinto da un piccolo dancefloor e da musica ricercatissima, sperimentale, minimale, essenziale, da viaggio. I suoi deejays Ricardo Villalobos, Tania Vulcano, Luciano e Loco Dice sono diventati famosi grazie a lui.
Il club ora è: in attesa di riqualificazione.

STUDIO 54 (New York)
Il Club. La mecca della disco music a Manhattan. Aperto nell’aprile del 1977, chiuso nel marzo del 1986, dopo nove gloriosi anni. Ha avuto anche una brevissima riapertura nel 1994. C’è poco da dire per il club che ancor’oggi è considerato il locale più famoso al mondo. Da qui è partita la storia della Disco Music e della “strana” professione del DJ, che con due giradischi suonava i primi “Discomix”, gli extended play! 
Il club ora è: teatro della compagnia Roundabout.

AMNESIE (Milano)
Lo storico locale di Via Benvenuto Cellini numero 3. Il primo locale in cui si ascoltava un mono genere ovvero l’house music. Il primo locale in Milano "tutta pista". Da un lato il bar, dall’altro un piccolo e rudimentale palco. Siamo nei primi anni ottanta, è quindi il messaggio che l’Amnesie vuole comunicare è innovativo, importante e significativo per l’epoca: qui si viene per ballare e non per far salotto. Punto. Serate culto il martedì e giovedì. Cerimoniere è il dj internazionale Tony Carrasco, famoso per essere stato anche dj dello Studio 54 di New York e per il successo internazionale di Kein & M.B.O. “Dirty Talk”. 
Il club ora è: pizzeria.

THE END (Londra)
E’ l’ultimo degli scomparsi. Ha avuto il canto del cigno lo scorso dicembre, con molte post citazioni ed eventi, accompagnato da tanta malinconia per gli habitué del club che, nel corso degli anni, era diventato il punto di riferimento della nightlife Londinese. È riuscito a far conoscere a livello internazionale i suoi djs resident Layo Paskin and Matthew Benjamin aka Layo & Bushwacka, famosi anche per la smash hit “Love Story”. 
Il club ora è: in attesa di ricollocazione della struttura in ambito commerciale.


IL PRESENTE
Il presente non è roseo. Tutti arrancano. Nuovi stili di vita ed esigenze, hanno frammentato quello che un tempo era un mercato unico, destinato esclusivamente ai “discotecari”, alla febbre del sabato sera.

CIELO (New York)
Le nuove amministrazioni comunali newyorkesi da qualche tempo hanno messo in atto diverse strategie per scoraggiare gli imprenditori che intendono aprire nuove discoteche. Licenze contingentate, controlli più severi, retate, orari d’apertura più corti, hanno, di fatto, indebolito la scena clubbing. Per questo mi sembra opportuno citare esclusivamente il club Cielo, l’unico degno, in questa metropoli, di fregiarsi il nome di Club. Ricordo che negli States è vietato l’ingresso ai clubs ai minori di 21 anni.
www.cieloclub.com

MINISTRY OF SOUND (Londra)
Club e One-Night culto non sono più sufficienti per quella macchina da soldi che si chiama Ministry. Impegnato in più settori che vanno ben oltre il semplice merchandising, anche se molto evoluto; vedi ad esempio la tenda da campeggio (o da rave) logata. Sotto questo marchio trovano spazio diverse etichette discografiche, differenti web- radio, la tv ufficiale e il ben più strano ultimo capriccio della casa londinese: la vodka firmata Ministry. 
www.ministryofsound.com

CORSO COMO (Milano)
Non un solo locale, ma una zona che nel tempo è diventato culto per la Nightlife Milanese. All’inizio, oltre vent’anni fa, era solo “Holliwood”. Seguirono, nei paraggi, diversi locali, quali il Casablanca, che, successivamente, è stato chiuso per far posto a un nuovo edificio. Trova spazio il Gasoline, che ancor’oggi a molti frequentatori, Da rumors, pare che in estate debba compiere una completa ricollocazione. Il Toqueville, che, con continuità dimostra una longevità senza eguali. È sempre tra i club più apprezzati.

UNDERGROUND (Ibiza)
Sicuramente non è il più famoso locale di Ibiza, neanche il più glamour, ma è da citare poiché è tra i meno conosciuti; forse il più fresco. E’ situato in una bellissima fazenda ristrutturata. Molto elegante. L’unico neo è che è fuori mano, ma se prende piede… anche lì si farà la coda per entrare.