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Articolo Club & Crisi di Marco Corona Questa crisi latente, per alcuni versi disarmante, miete in continuazione vittime, e i clubs, aimè non ne sono esenti; alcuni, però, soffrono meno di altri. Qual è il segreto? Probabilmente la panacea risiede sempre, comunque e ovunque nella professionalità. Dare il massimo, ogni giorno, per ottenere il meglio! In questo clima di incertezza la figura del deejay è comunque importante? Certo! Questo è un assunto che dovrebbero saperlo tutti i gestori e A.D., anche quelli dei Club in stile Finto Figo. La qualità della musica, in sintonia con il pubblico, è fondamentale. Credo comunque che siano importantissimi molti altri fattori: la qualità del personale di servizio, la comunicazione, la visibilità, la pubblicità, il "nome" e l'immagine che un locale riesce a farsi e mantenere nel corso del tempo, la logistica, il parcheggio e tanti altri piccoli particolari che fanno la differenza. Già, il deejay! Non credo che cambiando semplicemente il dj possa mutare la frequentazione del club. Ci sono innumerevoli fattori da considerare. Il pubblico è diventato molto smaliziato. La crisi in cui versano molti locali dipende spesso da scelte "sbagliate", da imputare alla gestione; di frequente, però, concorrono anche fattori esterni, vedi discobar, bar, pizzerie, ristoranti, spiagge che, con dj, live e un po’ di pr, diventano in pratica discoteche... abusive, ma pur sempre discoteche, causando così la polverizzazione del pubblico che preferisce "muovere le chiappe" per una mezz’oretta in un bar di poco conto a zero euro, piuttosto che spenderne quindici o venti per un paio d'ore in discoteca. Per fortuna non tutto il pubblico è così! Molti locali reggono bene, per ora. Venerdì e sabato pieni… e il resto della settimana? Un tabù! Una chimera lontana decenni, riconducibile, forse, ai primi anni ottanta. Un altro aspetto del declino è, purtroppo, direttamente riconducibile alla musica. La micro-frammentazione dei vari generi e sub generi musicali hanno contribuito a spalmare i frequentatori in base ai gusti musicali sempre più affinati, rendendo, di fatto, impossibile la gestione di molti locali, che devono far fronte ai sterminati costi con gli introiti di una sola serata a settimana. Ritornando all’esempio di cui sopra, a fine anni 70 c’era solo un genere in tutti i locali d’Italia che si chiamava Disco Music, e solo pochi altri facevano musica di nicchia, come il Cosmic o la Baia. Punto. Non so se era un bene o un male, ma era così, e tutto funzionava a mille. Ora, oltre al problema del download illegale, stiamo immettendo sul mercato musica e nuovi generi al seguito, più di quello che lo stesso può recepire. Avviene qualcosa di simile al settore auto, dove le case madri hanno prodotto più quello che il mercato richiedeva, e ora stanno collassando. Non è molto affine a ciò sta avvenendo da noi? |