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di Eugenio Tovini 

Riusciranno le nuove tecnologie a risollevare quel mercato discografico che nel 2005 ha assistito al tracollo delle compilation e all'abbandono quasi sistematico del cd singolo? E' questo l'interrogativo che si pongono gli addetti ai lavori preoccupati di fronte ai dati di vendita dei singoli ed allo scarso interesse riservato dai partner internazionali verso le produzioni nostrane. L'esplosione della musica digitale ha portato sulla scena investitori importanti (Apple, Microsoft…) e decine di società disponibili ad acquisire cataloghi ma si tratta di un business che vedrà i suoi frutti solo fra diversi anni. L'importante è cavalcare con lungimiranza queste nuove opportunità del mercato senza disperarsi, ad esempio, perchè le compilation, dopo un lungo periodo dorato, sono improvvisamente crollate. Qualcuno ha accusato la iperproduzione, altri hanno puntato l'indice sulle offerte tipo 3 x 2, comunque sia, il problema ha investito una delle principali fonti di reddito dei discografici indipendenti e la categoria ne ha risentito anche per l'assenza di una linea comune e di investimenti che favorissero la crescita e la visibilità di questo genere musicale.

Si potrà argomentare che manca un sound di riferimento come fu la discomusic negli anni '70, la new wave e la house negli anni '80 o la techno negli anni '90 ma questa assenza di "modernità" ha lasciato campo libero nei teen-agers verso nuove tecnologie (videogiochi, internet, telefonini...) ed ha convinto i media, televisione in primis, a ridurre il proprio spazio dedicato alla musica. Conseguentemente, come sempre accade nei momenti di vacche magre, vengono ridotti gli investimenti provocando un circolo vizioso dal quale è difficile uscire. Tutti nel frattempo si sono resi conto che nessuna spinta arriva piu' dal fronte radiofonico ormai imbrigliato dalle logiche del Music Control e dell'Audiradio e lontanissimo dalla loro missione originaria di scopritori di talenti

Giradischi e cd-player da una parte, download dall'altra, due facce della stessa medaglia che convivono,senza amore, nel medesimo spazio. Una trasformazione del supporto, da fisico a virtuale, che ha gia permesso agli Outkast di conquistare negli Usa un multiplatino in virtu' dei 400.000 download (legalmente, e a pagamento) del loro brano "Hey ya!". Cifre importanti che nell'immediato, soprattutto in Italia, non toccano il settore dance dove viviamo ancora una fase sperimentale; tra le prime a scendere in campo c'è stata la torinese Bliss (l'etichetta degli Eiffel 65 e di Gabry Ponte) che propone una sezione del proprio sito dedicata al download ma si tratta di episodi isolati mentre nella maggior parte dei casi si puo' parlare di "prove tecniche di trasmissione". Forse molte società sono piu' attratte dalle potenzialità della telefonia anche perché il rapido sviluppo del sistema UMTS sta portando al drastico ridimensionamento delle suonerie "polifoniche" sostituite dalle Truetones o dalle Mastertones, ovvero brani costruiti appositamente per il mercato musicale telefonico, dove ci troveremo presto ad ascoltare jingle telematici realizzati dall'artista per una campagna o per il lancio di un nuovo prodotto.


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