Riflessioni semiserie
Fashion o tendenza? Tu da che parte stai?
di Lorenzo Tiezzi

Lorenzo Tiezzi (www.lorenzotiezzi.it), giornalista e pr in ambito notte, moda e tendenze, va spesso a ballare. In Italia si dividono ancora le disco tra fashion e di tendenza. All’estero no. Ecco un po’ di riflessioni (semiserie) sull’argomento

Quando ricevi un sms di quelli multipli o inviati da internet con un organizzatore che ti invita a una serata, ti invitano a una serata fashion o di tendenza? Quali sono le parole da usare per una serata fashion e per una di tendenza? Tipo. Quando il vocalist urla con voce un po' strana o ambigua: "international top dj mister Timo Maas", oppure: "international top dj mister Darren Emerson (ora è un po' passato di moda, ma capitava)... di solito è una serata di tendenza e dopo questo urlo o urletto il vocalist se ne sta zitto. Se invece è una serata fashion, il vocalist o la vocalist fanno un gran casino per guadagnarsi la pagnotta. Ecco, questa è una differenza oggettiva: nelle serate fashion i vocalist lavorano di più e a quelli che prendono il tavolo piace essere salutati. Ovviamente sempre in modo speciale. Un saluto speciale a tizio o caio. Mai un saluto, normale, accidenti. Si vede che i tavolari sono tutti speciali. Che fortuna che hanno. 

L'altra sera ho sentito Alex Elle al Sesto Senso, a Desenzano del Garda, di lunedì. Ha messo anche un po' di quella deep trance o elettronica con dentro un sacco di melodia e poco minimal. E poi ha messo anche tanta house, bella, ma chissà se era 'commerciale'. Visto che ballavano tutti, direi di si, probabilmente era proprio commerciale, ossia una bella cosa per tutti. Ma non ho capito se era una serata di tendenza o fashion. Ossia era senz'altro fashion, ma perchè non era di tendenza visto che la musica era molto meglio che quando vanno in console tanti 'fabbri' che non fanno altro che picchiare in tante disco di tendenza? Quali disco e quali fabbri? Ognuno ha le sue esperienze. Io, personalmente, ogni tanto, al Mazoom, al Bolgia, all'Alter Ego, al Goa e al Tenax... non mi ci diverto quando i dj vogliono essere 'di tendenza' e mettono musica di tendenza che però è pure brutta. Brutta. Brutta. Tanti di questi dj sono convinti di avere la minimal nel sangue, ma trattasi di una cosa un po' strana, visto che siamo italiani e nel sangue abbiamo Verdi, Puccini, Pavarotti e pure Vasco Rossi. Timo Maas e Tiga, queste cose, nel sangue non ce l'hanno eppure sono meno minimal di tanti nostre 'star' della console'. Venendo all'ambito fashion, la situazione mica migliora. Tanti dj che fanno l'apertura con l'r'n'b non si sono ancora comprati "Umbrella" di Rihanna visto che è 'nuovo', ossia ha meno di 2 anni e mettono ancora "In da Club" di 50 Cent, che è bella però è un po' vecchiotta. E poi adesso che va Samim, vai con Samim. In tutte le salse. Remixato, non remixato. E vai con le 1.000 copie di Sinclar... Almeno non si rischia. Mai rischiare. L'altra sera al Mya di Brescia, un locale fashion, c'era Jamie Lewis di Purple Music, un dj non certo commerciale. Ha iniziato con un pezzone house cantato, solo voce e poi la base via come un treno, ma dolce, dolce... Qualcuno degli addetti ai lavori presenti si scambiava occhiate come dire: "che coraggio!". Ma quale coraggio. Trattasi del suo gusto musicale, il motivo per cui l'hanno chiamato a suonare al Mya e pure pagato bene. Un po' di coraggio e gusto musicale dovrebbero averlo invece i tanti art director, dj guest & resident dei club italiani. Fashion e di Tendenza. Che lo stile italiano del clubbing è in caduta libera.

L'altra sera sono stato a Parigi, all'Hotel Costes. Ho preso un aperitivo, un ottimo bordeaux, mia moglie ha preso un vino bianco fermo, non ricordo che vino fosse. Niente olive e niente patatine, anzi solo olive, e molto buone... ma niente buffet luculliani all'italiana, come aperitivo. In compenso abbiamo ascoltato ottima musica diffusa da un impianto splendido davanti al via vai degli ospiti dell'hotel e del ristorante. Ma è stata un'esperienza chic o di tendenza? 

L'altra sera ero in coda al Fabric di Londra, tra neri, portoricani e inglesi, qualcuno con una bottiglia di birra in mando. Dentro suonavano drum & bass e c'era Terry Francis e la coda era lunga... ma si rideva anche tra gente che non si conosceva, pure io che l'inglese lo parlo ma mica sono madrelingua... Poi sul Ryan Air che mi riportava a casa, e dopo aver ricevuto 10 sms standard da organizzatori di serate italiane... ho iniziato a chiedermi... Ma sarà stata un'esperienza chic o di tendenza, quella della coda? E il fatto che non ci fosse selezione alla porta ma dentro fosse pieno di belle ragazze, era una cosa Fashion o di Tendenza? E il fatto che quando posso, entro l'anno, torno a ballare in qualche capitale europea e non in Italia, che mi ha un po' rotto... è un fatto di tendenza o fashion?