 |
Articolo
I Love Vinile
di Marco Corona
info@marcocorona.com
Sono molto sorpreso del fatto che, nonostante gli innumerevoli problemi del mercato discografico e della musica in genere, l’unico pensiero che calamita l’attenzione intorno a se è sempre il buon vecchio vinile.
Dietrologie nostalgiche che non portano da nessuna parte.
Come mai? Che sia a causa d’una mentalità ristretta? Per opportunismo? O, per nostalgia d’un passato che non c’è più? Forse perché fa finto figo suonare il vinile?
Non so esattamente dove stia la verità ma è illusorio ed infantile pensare che tutto si sia fermato al buon vecchio dodici pollici. Sono orgoglioso possessore di oltre 17mila vinili e fino a quando non andrò in pensione, e quella non mi basterà per vivere, non li venderò (devo dire che sul mio sito ho messo in vendita circa 300 rari vinili a caro prezzo, ma solo poiché doppi… ma questa è un’altra storia).
Amo il vinile, ma anche la tecnologia e il progresso in genere.
Amo il vinile, ma non posso fare a meno di notare che agli eventi più importanti dell’industria musicale quali ADE, WMC e Midem,
non ci sia più uno di questi rari oggetti che passano da una mano
all’altra. Non solo, in una città come Miami, ad esempio, sono rimasti solo due negozi che vendono mix (ma per lo più gadget).
Senza contare che per una serata il dj deve sobbarcarsi il peso di due borse colme di vinile, che, tra l’altro, è stancante e pericoloso.
Dite che esagero? Prima ho preso ad esempio Miami, bene, provate a sobbarcarvi questo bagaglio extra. Sarete l’unico con una o due borse in più. Questo comporterà, tra l’altro controlli extra, check-in, ritardi, ecc. e, soprattutto l’incognita che il vostro prezioso carico venga smarrito o peggio rubato (come avveniva di sovente ad Ibiza).
Purtroppo, nonostante tutto ciò, non riesco a spendere molti pro a favore del cd. Freddo ed
anonimo. Porta in dote solo pochi ineluttabili pregi:
- Avere a portata di mano ed in anteprima molte chicche che diversamente si potrebbero suonare solo su vinile. Praticamente solo dopo che coloro che l’hanno avuto in anteprima si sono già stufati di suonarlo.
- La possibilità di testare sul campo le proprie produzioni.
- Il peso, che a confronto con il vinile è irrisorio, ma, ad onor del vero, nei confronti di una Pen-drive o una micro sd da 4gb, risulta essere un bel fardello.
Con tutta sincerità devo dire che il cd stia molto meglio del vinile.
Le vendite dei cd singoli in Italia, nel 2007, sono diminuite quasi del 20%! Una bella botta al mercato discografico.
Anche la Pioneer, l’azienda leader nella produzione di lettori cd professionali, con l’ultimo arrivato il CDJ 400 ha introdotto uno slot per l’inserimento della penna Usb tale da utilizzare il suo contenuto al pari d’un cd (ivi compreso l’uso della jog wheel). Questa è solo la prova generale per il futuro CDJ 1000 Mk4 che, ancora una volta, rivoluzionerà il modo di fare djing divenendo una sorta di multifunzione: lettore cd; lettore usb; automazione ed utilizzo del lettore tramite software; viceversa, richiamare funzioni software tramite il lettore, un po’ come avviene già da qualche anno con in controller midi.
Comunque sia non sarà più come prima. Con un po’ di malinconia, con tanto affetto per il vinile e nessun rimpianto per il cd, ma con la serenità di guardare il futuro con nuove ed interessanti prospettive.
Nuove sfide ci aspettano per poter realizzare “Opere” che solo qualche pazzo, fino a qualche anno fa, poteva immaginare!
|