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Articolo
La febbre A/H1N1 del sabato sera
Tratto dalla commedia omonima di Marco Corona
CAPITOLO I
Mingherla era un giovine striminzito, minuto, tisico, quasi cadaverico che, in un bel sabato sera uggioso, si accingeva, a bordo dei suoi occhiali spessi, a cavalcare l’onda (CBR), della discoteca.
Non sono più, en vero, i fasti di un tempo, ma, eppur vero, che il sabato sera è sempre il sabato sera. E’ così, per non esser meno, anche Mingherla si avviava, inconsapevole, a mutare il suo weekend in modo tragicomicamente grottesco!
Portava una giacca logora e bisunta, dalle tasche flaccide. Sicuramente di una misura in più, notabile da tutti, giacché la manica arrivava a coprirgli metà della mano. Minghe, meditava, dall’alto del suo metro e novanta, di poter dire la sua al centro della balera, inconscio che il destino era in agguato…
Pensava, l’allocco, che in pista avrebbe fatto un pandemonio, invece se l’è cavata, per così dire, con una pandemia.
Galeotta fu Addolorata, signorina benestante proveniente da Naso, piccolo paese nell’entroterra Messinese, seguita a vista da suo fratello Cono. Di nome e di fatto, grazie alla testa appuntita, ovale, che più di un siculo ricordava un sardo.
Addolorata era morbida, lussureggiante e formosa. Se non fosse per quella folta schiera di peli superflui che abbondavano sotto il naso, si poteva dire che era una bella figliuola.
Addy, per gli amici, era smaniosa di andare a ballare, di scatenarsi un po’, dopo una settimana di semilibertà vigilata cui era condannata dal Padre-padrone e dai due fratelli maggiori, che, a turno, la controllavano a vista.
Ignorava, però, che durante il viaggio in pulman, che la mattina prima l’aveva portata, insieme alla madre, al mercato di Messina, aveva contratto il virus A/H1N1.
L’influenza covava dentro di lei. Stava lavorando incessantemente per moltiplicare per tempo i suoi batteri. Non voleva disperderli tutti, così, a casaccio, ma, bensì, desiderava offrirli in dono a una persona che potesse apprezzarli appieno. Uno “sveglione” che potesse agguantarli, assimilarli e in breve tempo diventarne preda, a rischio, tra l’altro della vita.
Già dal sabato mattina stava valutando “il pollo”, anzi il suino, cui appioppare il meglio di se; ma, la A/H1N1 non aveva ancora deciso. Non era sicura. All’improvviso Addolorata proferì le seguenti parole: “Padre, se me lo consente, sta sera, scortata da Cono vorrei andare a ballare all’Odissey”.
A/H1N1 sorrise e pensò: vai, vai pure, che stasera becchiamo in due, tu ed io!
Continua…
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