Articolo 
La musica e’ finita andate in pace
di Marco Corona

Un’eternità. E’ da almeno cinque o sei anni che si confida nella ripresa del mercato discografico; che s’inverta questa inarrestabile discesa, negativa sotto tutti i punti di vista. Il deejay e/o produttore in ambito dance (in tutte le sue declinazioni), è una figura in via d’estinzione. Ora è possibile ammirare le sue gesta in Tv, ma non in un canale musicale, bensì nei documentari di Piero Angela, che dall’alto della sua esperienza analizza, insieme a scienziati d’ogni sorta, la prematura scomparsa di questo vertebrato. Anche Giorgio Celli famoso etologo e conduttore, ospite di Quark ha rilasciato la sua scioccante testimonianza: “È vero, esistevano! Una volta ho girato un documentario tra le colline di Misano e ne ho trovati circa una trentina. In occasione del ventennale, qualche settimana fa ho fatto un sopraluogo, ma, nonostante che gli esemplari catturati a suo tempo avessero i microcips, il nostro ricevitore non ne ha captato neanche uno. Abbiamo girovagato per settimane su e giù dalle colline attorno a Rimini e Riccione, ma neanche un’anima!”. Aggiunse: “Posso affermare con certezza che da queste parti è ormai una specie estinta. Per fortuna che a suo tempo ne ho intervistati parecchi di cui ho un vasto repertorio in RVM, cui sarà mia cura inoltrarli a “CHI LA VISTO”. Male che vada li giro a Lucarelli che sicuramente realizzerà una nuova serie di BLU NOTTE, anche per capire, con il supporto dei R.I.S. di Parma chi e che cosa ha determinato questa (non tanto grave), prematura scomparsa”. Licia Colò, passata in studio per porgere un breve saluto, non ha resistito da esternare la sua opinione: “Sono tutte fandonie! Vi giuro che non più tardi di un anno fa ne ho trovato uno che animava la balera del Festival dell’Unità di Bologna. Non mi sembra che usasse quei dischi grossi… come si chiamano…”. “I dischimixxxx”, rispose prontamente Piero Angela. “Ecco, quelli!”, continuò la Colò, “Aveva un iPod e due mangiadischi Geloso con cui scretchciava su di un vecchio 45 giri di “Romagna Mia”. Un disastro! Meno male che ora fanno parte del passato! Giuro che se sapevo che erano in via d’estinzione gli avrei dato io stessa il colpo grazia!”. 

Purtroppo, al di là di facili battute, è un’amara verità. Chi per passione era disposto a sacrificare uno stipendio fisso (vedi sicurezza), per dedicarsi anima e corpo alla musica, raggranellando con qualche serata, pochi remix, una manciata di Euro dalla SIAE e una spruzzata di royalty, è ormai arrivato al capolinea. L’imperativo è cercarsi un lavoro “vero”, uno di quelli che ti permette ci cambiare il computer e d’acquistare qualche plug-in, quello che ti consente di pagarti qualche vinile e magari, con qualche sacrificio, costruirti la tua casa, a rate ovviamente.
Tutto questo era prevedibile, anche se molti sono convinti che “il mercato si riprenderà”. Un’utopia. E’ più facile che un marziano atterri in Piazza del Duomo a Milano!
Internet, è stata la disgrazia di tutti quei settori in cui il bene è facilmente duplicabile illegalmente; quando l’originale e la copia sono uguali o laddove la differenza è talmente marginale che si trascura facilmente, grazie all’innegabile beneficio del “costo zero”. E’ così che le News, che corrono libere sul web, hanno incrinato la carta stampata e presto attaccheranno in massa anche i libri. Il cinema, le serie e i programmi tv sono diventati facili prede; poi, tocca alla musica, la principessa delle perdite, dove il danno diventa voragine, catastrofe! Un file mp3 è facile da scaricare, veloce e taggabile, da cui si recuperano tutte le informazioni extra, comprese le copertine.
Cosa fare? Nulla. Esattamente nulla. Il problema può essere risolto solo dai massimi livelli internazionali poiché Il problema non è più etico o economico ma, bensì politico. Bloccare Internet è impossibile, è anti democratico. Lasciare senza un reddito milioni di addetti invece si può.
In oltre, personalmente aborro l’escamotage di farsi riversare dai provider di telefonia le royalty “una-tantum”; la vedo come l’ennesima benevolenza a favore dei Big, poiché, per lo stesso e strano meccanismo delle ripartizioni, che va sempre a discapito degli editori, produttori e artisti dance.
Non mi dilungo oltre, anche perché non è parte del mio DNA fare politica o meglio parlare di fantascienza, come in questo caso. Per mia fortuna sono sempre stato abituato a fare, più che a parlare. E’ per questo che, approfittando di questa bella giornata di sole, vado a farmi un bel giro… sì ma sul Web!