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Le Agenzie di management per dj esistono ancora? Certo! Continuano a lavorare in maniera eccellente. Il problema è che il 90% di queste strutture vende il venduto; ovvero vende solo quello che è richiesto. Troppo facile vero? Eppure la legge è questa. Paradossalmente gli artisti che si avvalgono di queste aziende potrebbero farne sicuramente a meno! Ma, ovviamente, questo non è abbastanza FINTO FIGO. Se non hai l'agente non sei un Top DJ!
Oltretutto, tutto ciò ha un senso se la domanda e gli impegni sono rilevanti; in caso contrario gestire il tutto di persona e/o da un collaboratore amico/a o fidanzata/o è sicuramente consigliato. Con il beneficio indotto del risparmio del fatidico 10%.
E' in ogni caso opportuno affidarsi all'agente quando si hanno dei rapporti con territori commercialmente e tecnicamente sconosciuti e/o dove, comunque, avere un contatto diretto con la direzione di un club e/o evento diventa problematico. Ad onore del vero, chi si serve di del management evita l'inconveniente di mercanteggiare con i richiedenti-clienti (ivi compreso, anzi soprattutto, gli amici); di sobbarcarsi tutto l'iter burocratico (telefonate, fax, e-mail, contratto, conferma, caparra, saldo, ecc.) e, infine, d'aggiornare ed aumentare i contatti in tutto il mondo.
Vero è, come detto poc'anzi, che se "fai tutto in casa" non sei sufficientemente FINTO FIGO e, in questo mondo ad alto tasso di superficialità, ovattato ed effimero, qualche pseudo Manager e/o A.D. si potrebbe domandare che razza di top dj sia colui che si fa rappresentare dalla sorella.
Il problema, comunque, è un altro; come nella società, dove la differenza tra ricco e povero è sempre più marcata, anche fra i dj sta avvenendo questo riassetto. Infatti, al di fuori di qualche sporadica eccezione, non esistono più i djs, seppur bravi e conosciuti, che ottengono le serate come guest, tanto è vero che non esistono più "serate" con line-up di 6 e più dj.
Ormai, vista la crisi in cui versano i Club, quelli che attualmente possono ritenersi dei top djs sono esclusivamente coloro che riescono a calamitare l'attenzione dei clubbers, veicolando centinaia di persone (in Italia li puoi contare sulle dita di una mano, e ti rimane pure qualche falange da utilizzare per altri scopi).
Tutti gli altri purtroppo, chi prima e chi dopo, sono destinati a rientrare nei ranghi ovvero rimanere a tutti gli effetti nella seconda categoria (i poveri). In pratica dovranno adattarsi a quello che la richiesta gli offre. Sfortunatamente, per coloro che non sono "resident" saranno guai!!!
Ce la vie!
Ralf Dj, ha tal proposito, ha voluto dire la sua…
D: So che è una domanda che richiede una risposta complessa ma, a tuo avviso, qual'è la differenza tra un comune dj e uno che può definirsi un top dj?
R: Il comune dj usa la musica per fare il dj; il dj che rispetto fa questo mestiere come conseguenza naturale della sua passione per la musica.
D: Come vedi il futuro dei djs? Pensi che, come sta succedendo nella nostra società, dove la differenza tra ricco e povero e sempre più netta, anche tra i dj sarà così, ovvero un buon dj seppur stimato e rispettato, ma che non è in grado di fare "cassa", sarà emarginato dai gestori dei locali (più attenti al bilancio che alla qualità delle serate)?
R: Penso che il buon dj faccia sempre cassa, aldilà del genere che suona, chi ha talento riesce sempre ad emergere. E' pur vero che questo a volte non succede. E' triste ma è una delle dure e misteriose leggi della vita. Naturalmente questo interessa qualsiasi disciplina, arte o lavoro e non solo il nostro.
D: Secondo te a quale dj consigli di affidarsi ad un'agenzia di management?
R: Generalmente penso che convenga a coloro che sentono di avere una grande passione e un forte talento ma non hanno capacità a gestirsi e conoscenze nell'ambiente del nightclubbing.
Personalmente non mi avvalgo di alcuna agenzia.
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