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di Marco Corona  
intervento di Mauro Pagany e Costantino Padovano 


Cosa ci aspetta per la stagione invernale? Nuove tendenze? Oppure nuove pendenze. Verso il fondo del barile, ovviamente.

Pare nulla di nuovo! E… il dj Finto Figo si trova in difficoltà o meglio rimane ancorato a quelle (poche) certezze che gli rimangono.

La minimal è in discesa. Anzi in picchiata. Idem dicasi per il movimento elettronico tedesco, anche se gode ancora di buona salute grazie alla "rendita" accumulata negli ultimi anni. La commerciale è stata confinata. I programmi radiofonici che prima erano "quelli di punta" delle radio sono stati abbandonati o ridimensionati dai nuovi palinsesti. La classic house sta a guardare, e si scopre che può essere ancora appetibile ma solo se melodica. Techno ed Hardcore hanno i loro sostenitori. Ma forse lo zoccolo duro non è più sufficiente per tenere in piedi un castello dai costi elevati quale necessita una label con tutti i crismi. Hip-Hop e R'n'B godono di buona salute non tanto per i talenti ed i pezzi eclatanti che sfornano, ma, più che altro, per il supporto dei canali televisivi musicali.
La Pop ed il Rock idem come sopra ma con minori vendite, se non in casi eccezionali. Gli Album sono in forte calo e, se non bastasse, la possibilità d'estrapolazione dei soli brani graditi che il download offre, genera, oltre al mancato introito, una palese insoddisfazione e malcontento tra gli artisti che non possono più esprimere il loro mood interiore nell'arco dei 50-60 minuti canonici. Stiamo vivendo un periodo d'affinamento nella vendita on-line di musica; questo aspetto, a breve, rivoluzionerà il concept di creazione e sviluppo del progetto Album-Artista. 
Le compilation, dal canto loro, nel corso degli ultimi anni hanno raschiato il fondo del barile. Prima diminuendo i prezzi fino all'eliminazione della seconda cifra; poi, in piena agonia, hanno pensato bene, allo stesso prezzo di regalare un secondo cd!

Anche nel campo delle labels Indie dance non c'è da stare allegri. Se ce ne fosse ancora bisogno l'impietosa radiografia del periodo nefasto ci è fornita da un recente sondaggio realizzato da FINTOFIGO.COM in cui si chiedeva: "Come promuovere una produzione club oriented?". Orbene, le percentuali più alte sono state riservate ad azioni che non producono alcun reddito, anzi, non coprono nemmeno le spese borsuali. Si tende a fornire gratis il proprio operato in cambio di presunte ed aleatorie possibilità notorietà. E' possibile che "regalare" possa essere sempre e comunque un investimento tale che giustifichi questi sforzi? Ebbene la risposta è NO. Myspace insegna che non è sufficiente avere la propria pagina con i brani downlodabili gratuitamente per diventare "Rich and Famous".
(per i dettagli del sondaggio vi rimando al sito www.fintofigo.com alla voce "Archivio sondaggi")

Ma allora cosa sta funzionando? O meglio: cosa si riesce a vendere? E, soprattutto, cosa si scarica? Ho voluto sentire il parere di due importanti responsabili d'etichette discografiche: Costantino Padovano, A&R della VUTU Records e SHEEVA Records e Mauro Pagany, Capo A&R di Onboard Rec. e Napic Publishing. 
· Per quel che ti riguarda, cosa funziona o meglio cosa si vende attualmente?
Padovano:
La direzione attuale è electro con accenti pop, soprattutto ritornano a funzionare i brani con testo e melodia. Tutto quello che è si può definire come canzone Vera. Con la V maiuscola.
Pagany: La risposta è semplice: niente... E' indubbio che il settore discografico sia in crisi crescente e che mese dopo mese ci si avvicini all'agonia. Da alcuni dati è emerso che nei primi mesi del 2006 le vendite dei supporti fisici CD e vinile sono state eguagliate dalle vendite digitali ovvero il download legale. Se teniamo conto del download illegale allora le cifre tornano ad essere quelle gloriose di una volta ma quello che mancano sono i guadagni. Per quello che "funziona" è sempre soggettivo cioè, funziona quello che si vende, quello che passano le radio o quello che riempie le piste nei locali? Perché per ciascuna di queste c'è una cosa che funziona diversa dall'altra. 
Poi in Italia va una cosa ma nel resto del mondo si vendono bene anche altre cose che qui vendono 50 copie.

· L'etichetta che rappresenti in questo momento è in una fase per così dire conservativa o comunque state investendo? 
Padovano: Votu Productions e la casa madre rappresenta la Voice Of The Underground Records e Sheeva Records. Attualmente siamo in fase di crescita, sia per qualità delle produzioni, sia per i remix che ci sono commissionati. Devo affermare che stiamo crescendo anche in termine di richieste di serate per i nostri djs.
Pagany: Noi non abbiamo mai smesso di investire e continuiamo a farlo. I nostri sforzi si stanno dirigendo in direzioni diverse rispetto a quelli di anni fa per il fatto che le tecnologie ci portano a fare scelte diverse. Ad esempio ti dico che da poco abbiamo aperto la nostra "label digitale" un etichetta che non stampa più su supporti fisici ma esiste solo nel download legale, se vuoi un nostro brano che hai sentito alla radio o in discoteca, lo cerchi sui siti di digital download e scegli quale versione acquistare e la scarichi.

· Come vedi l'evoluzione del comparto dance, in tutte le sue declinazioni, a breve e medio termine?
Padovano: Mi sembra che stia prendendo una strada molto difficile. Strana. 
Ormai la nuova generazione dei produttori e labels sta' lavorando a pieno ritmo nel download on-line. Secondo me è una mossa sbagliata. Sono sempre i soliti che prima vendono centinaia di CD in tutto il mondo e poi mettono i pezzi su I-TUNES!!! E' anche per questo che oggi è quasi impossibile vendere un numero di copie accettabili di vinile senza una massiccio investimento promozionale.
L'idea giusta potrebbe essere quella di trovare dei punti d'unione (e di forza) tra le Labels indipendenti, la SIAE e le Associazioni di Categoria, Solo così, tra l'altro, si potranno conservare anche molti posti di lavoro.

Pagany: La dance ha sempre avuto un ruolo importante nel mercato della musica e continuerà ad averlo. Come produttore ad esempio ringrazio Madonna che ha fatto un album intelligente oltre che bello e che sta dando sicuramente una mano alla dance.
La dance c'è e continuerà ad esserci con le sue mode, evoluzioni e ramificazioni.


· Quale consiglio ti senti di dare ad un giovane produttore dance?
Padovano: Pazienza. Volontà. Creatività. Umiltà. Questi, a mio avviso, devono essere gli elementi principali…dimenticavo fede ed un po' di fortuna. 
Pagany: Gli direi che se proprio ha la passione per la musica e non ne può fare a meno, che cerchi sempre di fare solo quello che gli viene da dentro e di non ascoltare nulla di quello che sta "funzionando".
I più grandi successi mondiali sono stati brani che in quel momento non assomigliavano a nessun altro pezzo in circolazione.
Altra cosa importante, se l'etichetta del momento o l'A&R famoso ti dice che il tuo pezzo non va bene, se a te piace veramente, fregatene non ti abbattere ma vai avanti fallo ascoltare ad altri. 
I discografici e i loro A&R non hanno il dono della saccenza assoluta e hanno sbagliato su molti, molti brani che sono poi diventati dei grandi successi.