
|
Articolo
Perchè è meglio un uovo oggi che una gallina
domani
di Marco Corona
info@marcocorona.com
Il mondo della musica, si sa, è allo sbando. Una delle principali cause della crisi è dovuta dal fatto che si può ottenere gratis quello che si dovrebbe pagare. Questo ci contraddistingue ancor più negativamente
da ogni altro settore commerciale. Se vuoi cambiare l’auto, arriverà il giorno in cui, con finanziamento/leasing o meno, dovrai “cacciare il grano”; diversamente andrai in giro ancora per qualche tempo con la tua vecchia carcassa, fino a quando tirerà l’ultimo respiro.
Per la musica, invece, metter mano al portafoglio è un optional. Il motivo è semplicissimo: si può ascoltare e/o ottenere musica gratuitamente. Milioni di radio Fm, satellitari e web ci offrono tantissima musica, molto spesso senza lo speaker che si sovrapponga ad essa. Altrettanti canali tv tematici danno lo stesso servizio (proprio in questi giorni nel pacchetto Sky è stato introdotto il nuovo canale “Hip Hop”).
Si conti una miriade di siti web che consentono di scaricare musica in modo illegale (server posizionati in paesi dove non esiste il copyright e le leggi permettono il libero scambio); altrettanto distruttivi sono i software peer to peer.
In oltre, si aggiungano autori che per mettersi in evidenza scelgono il copyleft sperando di porsi all’attenzione del pubblico, consentendo d’utilizzare brani gratuitamente, in modo legale.
Infine, ci sono i social network, come Myspace, nati per proporre nuovi artisti ma snaturati a causa della saturazione endemica derivata dal numero imponente bands, djs e produttori.
I risultati? Disastrosi.
I negozi di dischi stanno completando il corso che è avvenuto per le sale cinematografiche alla fine degli anni settanta. Stanno chiudendo.
Le indie labels? Idem.
I produttori? Se hanno la possibilità di avere introiti derivanti da altre attività collaterali (vedi gigs) o hanno del “fieno in cascina”, grazie ai guadagni dei tempi d’oro o evergreen in catalogo, hanno un imperativo: resistere!
Gli altri stanno cambiando lavoro. La musica è passione ma la fame è necessità!
In questo clima surreale nascono nuove figure che alimentano ancor più la confusione, creando nuove label virtuali fai da te.
Quindi è meglio essere soddisfatto di quello che il mercato attuale può rendere. Capire che il brano rifiutato da più labels, probabilmente non può dare risultati soddisfacenti.
Convincersi che appoggiarsi a una label ben strutturata, anche se il gran lavoro ormai è orientato al digitale, è sempre meglio che avere un propria label che distoglie tempo e risorse alla mission principale che è quella di realizzare brani.
Inoltre, da non sottovalutare il fatto che con una label qualificata, grazie alla sua serietà e prestigio, avrete sicuramente maggior esposizione (che poi è pubblicità).
Pertanto, in periodo di crisi, quando gli utili sono vicini allo zero è consigliabile fare scelte ponderate. Accontentarsi. Ecco perché è meglio scegliere un uovo oggi che una gallina domani!
|