Consulta il nostro archivio

Torna alla Home Page

SIAMO TRENDY, SI MA SUPERFICIALI

di Marco Corona 
intervento di Tino Venditti

  

Seguiamo la moda. V-o-g-l-i-a-m-o tutto ciò che è fashion. Il tipico italico giusto modaiolo prevale. Non sempre moda è sinonimo di bellezza, di buon gusto, anzi, molto spesso è il sintomo di superficialità. 

Abbiamo molti pregi, noi italiani, ma anche molti-molti difetti; sarà l’anima latina, sarà il clima o quant’altro, ma anche nella musica ci fermiamo alle cose semplici. Non c’interessa approfondire. Vogliamo divertirci in modo facile, ingenuo e veloce, senza costrizioni. Purtroppo, la musica nei club anziché essere l’anima, la colonna portante, sta diventando la vittima predestinata. 

Happy-glamour-fashion, così deve essere! Contaminando sempre più locali, facendo involontariamente da sparti acque tra due anime del clubbing: quella fashion e l'underground. Non a caso, sempre più di rado si trovano locali in cui la line-up musicale sia solo house e/o techno (se non come detto underground). La tracking list è ormai un calderone di generi, anzi un colabrodo, dove la canzoncina facile-facile da cantare tutti in coro a squarciagola la fa da padrona. Mancano solo gli accendini accesi come fossero candeline per rivivere le emozioni (si fa per dire) di un concerto di Claudio Baglioni!

Come mai tanta superficialità? Ho provato a ribaltare i miei dubbi a Tino Venditti deejay ed imprenditore della notte, che vanta collaborazioni con il Cocoricò, Red Zone. 

D: Cosa ne pensi che sempre più locali suonano una commistione di generi che vanno dall’r’n’b all’happy music?
R: Assolutamente credo che la rovina dei locali in genere sia data anche dalla confusione che questo tipo di miscele esplosive formano; ad esempio: se entro in un ristorante e ordino un cocktail di gamberi, delle ostriche, poi seguo con una lasagna e segue un’orata al forno e una bistecca, bevendo Coca Cola e vino bianco, unito a del fragolino... secondo te come ho mangiato?

D: Pensi che in un prossimo futuro i locali che suonano prevalentemente solo house o techno dovranno scomparire o, perlomeno, essere relegati esclusivamente all’underground?
R: La mia più che una previsione è una speranza, cosi come una volta il circuito era tendenzialmente underground, mi piacerebbe lo fosse di nuovo. Poiché se cosi fosse si potrebbero rivedere seriamente dei prodotti di alta qualità' sia musicale che artistica in generale. Questa mescita di situazione ha inflazionato il prodotto, e il giudizio di troppi soffoca l'esperienza di pochi.

D: Molti sostengono che ci sarà il ritorno alla melodia, meglio se cantata, abbinata a sonorità attuali. Cosa ne pensi? 
R: Io, da un po’ esprimo favori positivi a questo ritorno, ma in maniera assoluta non diniego che la melodia deve assolutamente essere unita ad un groove altrettanto significativo e movimentato. Bisognerebbe smetterla di fare i filosofi, quando in realtà di questa filosofia non siamo maestri… A buon intenditor poche parole.

D: Qual è, a tuo avviso, la ricetta (ammettendo che ce ne sia una), per poter sopravvivere in questa giungla?
R: Elemento fondamentale è la passione, poiché tanta fatica devi fare per andare avanti e purtroppo sei sempre soggetto a giudizio. Più sei bravo e più sei giudicato. Ci tengo però a dire che un elemento fondamentale è la qualità del proprio lavoro che, a lungo andare, paga! Chi ha bene presente qual è l'obiettivo prima o poi lo centra; chi segue obiettivi non chiari spara a raffica su tutto, per cui non centrerà mai il proprio.