Articolo
Sarò io il prossimo dj del tuo club?
di Marco Corona
info@marcocorona.com

Diffidate sempre di coloro che vi vogliono incontrare nel club… “Vieni a trovarmi domani sera che ne parliamo”. Molto probabilmente parleranno con voi solo due minuti. La strategia dell’orario non sarà premiante. “Beh vado presto così potrò chiacchierare un attimo.” Niente di più sbagliato. Il “tipo” sarà in fibrillazione per controllare che sia tutto a posto: cassa, biglietti, flyers, bar, personale; andrà ogni cinque minuti all’ingresso per verificare di persona l’afflusso degli avventori. 
Al culmine della serata peggio ancora. Dovrà fare da stuart ai Vip “locali”, accondiscendendo alle loro richieste. Loro stessi, alle due di notte, imporranno al cameriere di voler parlare personalmente col direttore. Dovrà sedare anche un paio di discussioni e intervenire personalmente su qualche schiaffone volato. Ovviamente dopo che i buttafuori avranno imbrigliato i novelli moschettieri.
Bene, ora ci siamo; i clubbers sono spompati. La marea di gente comincia a diradarsi. Anche la musica prende colori e forme differenti, simile a un viaggio. Macché bene! Tutto male, tutto da rifare, come avrebbe detto il buon Bartali. Solo ora vi rendete conto che anche il direttore non è più nel pieno delle sue facoltà. “Che ha fatto?”, ti chiede la tipa che sta con te da tutta sera, i cui piedi, imbrigliati in un paio di scarpe troppo strette e troppo alte, sono ormai anestetizzati. E tu, incurante “Ma, non lo so. L’ho bloccato prima. Mi ha detto che doveva andare un attimo in direzione. Ma è passata mezz’ora e non si è più visto!!!”.
Sono le cinque e trenta del mattino. Ormai sei tu che hai perso le forze. Ti sei annoiato tutta sera ad aspettare quel coglione, e ora è più fulminato di una lampadina bruciata.
Però, dai, ci tento! E’ tutta la notte che gli corro dietro. A questo punto se non mi caga lo mando io a quel paese.
“Ola! Ci sei? Ora è più tranquillo. Ci sediamo un attimo?”, e lui: “Scusami tanto, ma è stata una serata di m…. Non so se hai visto! Un miliardo di problemi. Se non ci fossi io… Capitano tutte a me! Senti, facciamo una bella cosa: ti chiamo IO domani, che ci mettiamo d’accordo.”
Ovviamente quella telefonata non arriverà mai.

Allora, come selezionare il proprio interlocutore? Innanzitutto quando si parla di business, bisogna essere attenti, vigili, concentrati, e ovviamente sobri. Solo così si riesce a mala pena, di primo acchito, comprendere quello che l’interlocutore ci sta dicendo.
Se il caso, consiglio di farsi ripetere il concetto o riproporvelo voi stessi mentalmente.

Scegliete sempre, o permettetevi di consigliare un luogo appartato, in modo che possiate non essere disturbati o distratti da fattori esterni. Non è bello essere a una colazione di lavoro dove ogni cinque minuti passano nell’ordine: 
n. 2 Senegalesi, venditori di fiori;
n. 1 ragazza muta con gadget al seguito;
n. 1 banda Rumena, completa di fisarmonica + violino zigano + bambino che raccoglie le offerte.
Spegnete e chiedete cortesemente di disattivare per cinque minuti il cellulare. 
Non prendete una decisione al momento, a caldo; potrebbero avervi illustrato (o valorizzato) solo gli aspetti positivi. Inoltre, potrebbero esserci dei fattori esterni condizionanti, che al momento non riuscite ben a focalizzare, se non, addirittura, il carisma dell’interlocutore che, addirittura potrebbe rivelarsi un imbonitore.
Tassativamente concedetevi almeno ventiquattro ore di tempo. Se potete, chiedete consiglio a persone più mature di voi. Non importa se non sono esperte del settore. I concetti base sono sempre gli stessi e i consigli originati da una testa con qualche capello grigio saranno sicuramente preziosi.
Ma, soprattutto diffidate SEMPRE di coloro che vi vogliono incontrare nel club.