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Articolo
Si stava meglio quando si stava peggio
di Marco Corona
info@marcocorona.com
C’era una volta, nel paese delle meraviglie musicali, un negozio di dischi con il suo rappresentante che passava una volta la settimana. C’era una volta una manciata di produttori indipendenti che vitalizzavano la scena dance italiana ponendola in tutta Europa tra le più originali e creative. C’era una volta il successo dell’estate anzi, uno o più d’uno per genere; Pop, Rock e Dance a contendersi la classifica dei più venduti.
C’era papi chulo e assssssereieeeeeeeeeeee, che trapanavano le orecchie come un dentista svizzero su di una carie.
C’era, per molti digei, l’onore-onere di essere Finti Fighi, che comportava suonare Papiciulo almeno un paio di volte per sera. C’era una volta… sì, proprio così, “una volta”, perché ora, anch’essi sono esentati da questa incombenza. Non perché l’AD, il proprietario del disco bar o del
trilllllllionaire li abbia dispensati; non perché la pista sia sempre piena e non sia necessario scendere a compromessi
(anzi a sputtanarsi); non perché il livello qualitativo delle produzioni sia decisamente migliorato.
Tutto questo non c’entra nulla!
Semplicemente non s’inventa più nulla. La musica ha imboccato diversi canali che, più che contaminarla, l’hanno infettata.
La prova, se ce ne fosse bisogno, ce l’ha data l’estate appena trascorsa, in cui abbiamo visto passare molte canzoni, ma nessuna ci ha martoriato più di tanto. Nessuna, appena alzati da letto l’abbiamo fischiettata.
E allora? E allora è tutto chiaro! SI STAVA MEGLIO QUANDO SI STAVA PEGGIO. Quando, nonostante tutto, la hit dell’estate vendeva; come singolo; nelle compilation; nel follow-up. Il successone sotto l’ombrellone, era un po’ il capo squadra della scuderia ciclistica, ma anche il gregario, che trainava le altre canzoni.
Purtroppo ora la musica è un malato grave, anzi agonizzante, e se ciò non bastasse c’è anche chi rema contro…
W il tormentone!
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