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di Marco Corona 

Il rapporto tra il deejay ed il vocalist è stato, da sempre, d'amore e odio.

Quale deejay non gli ha lanciato un'occhiatina al veleno per comunicarli telepaticamente di chiudere quella boccaccia?

Quale deejay non ha sperato che, con la sua voce suadente, risollevasse le sorti di una pista sonnolenta ed apatica?

Ebbene sì, questo è il rapporto che vige da sempre tra dj e vocalist.

Purtroppo, a volte, a ricoprire questo ruolo è lo stesso titolare del locale, altre è delegato l'Art Director o il P.R. più lampadato.

Il vocalist, che all'estero si fa chiamare Mc, è un personaggio discusso. Forse perché non sempre è all'altezza del ruolo che deve ricoprire ovvero arricchire un brano, una session o un break. In poche parole: N-O-N   D-E-V-E   E-S-S-E-R-E   I-N-V-A-D-E-N-T-E.

L'MC è un po' come il deejay: quando è gasato continua a martellare con la sua voce senza prender fiato, come il dj che, con la pista in delirio, non lesina "un giro" di gain al volume.

Spesso questo imbarazzante personaggio diventa lo speaker di "Radio Dedica". Di solito non lesina saluti ad amici e parenti che arrivano ogni sera, da tutta Italia, per poterlo adorare genuflessi ai suoi piedi; e lui, dall'alto della consolle, di sovente con i piedi sopra ad un 1200, sorride compiaciuto.

E' tenuto, da contratto, a salutare (al microfono, ovviamente), almeno una decina di volte lo spendaccione Finto Figo che ha il tavolo direttamente in pista (però non riescono a vedersi siccome quest'ultimo è sommerso da bottiglie di Finto Crystal, frutta esotica e da 20/30 strafighe che sgambettano con i loro perizoma la vento).

Ovviamente ci sono anche dei (e delle) professionisti seri e preparati. Alcuni hanno studiato canto, altri hanno voci bellissime. Ma questa è un'altra storia…

Il dibattito continua grazie anche alle vostre opinioni che potrete inviarci via e-mail.