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Interviste Finto Figo Vs. A.I.D. di Marco Corona Le domande che ogni dj avrebbe voluto fare, cui solo noi abbiamo le risposte. Marco Corona intervista Valedino D’Ovidio-Naso dell’Associazione Italiana DJ. Ciao Valentino, il dj è sempre sotto ai riflettori: cd originali, copia di lavoro e ora anche l’SCF. Come stanno andando le cose? R: Innanzitutto tengo a sottolineare la grande opportunità che l'ente SIAE ha dato e continua a dare a noi associazioni di categoria per dare risalto e voce alla figura del DJ, più di ogni altro tipo di istituzione o eventi dedicati ai djs. Continua a dare perché in fase di sottoscrizione della licenza si è costituito un Comitato Paritetico (di cui faccio parte come rappresentate AID), che attraverso ricorrenti riunioni vigila sull'evoluzione di questa licenza dalla fase sperimentale a quella definitiva. Oltre a questa premessa, permettimi anche di puntualizzare le seguenti questioni: - questa licenza cerca di risolvere un "buco" normativo dovuto alla notevole antichità del sistema SIAE; - questa licenza arriva necessariamente per l'introduzione e l'evoluzione costante di nuove tecnologie; - con questa licenza si vede il DJ nella sua veste professionale e non amatoriale. D: Come si deve comportare un DJ che lavora in discoteca e che utilizza cd originale ottenuto legalmente (a pagamento o a titolo gratuito) ma privo di bollino SIAE come ad esempio i cd promozionali, quasi sempre provenienti da etichette, press agent e produttori esteri o cd originale acquistato all’estero? R: In fase di controllo verranno vagliate ovviamente le singole eccezioni dovute a casi particolari...ribadendo che il principio è che se un dj è in regola con originali e tutto il resto, questa licenza non la deve fare... Posso farti una prima puntualizzazione sul cd acquistato all'estero per cui tu puoi richiedere alla SIAE il bollino IMPORT portando semplicemente l'originale. La seconda è che con la selezione musicale di questi ultimi tempi, parliamoci chiaro, i dischi che passano sono sempre quelli (parliamo di 10/20 novità al mese), e ti assicuro che sono tutti tutelati e licenziati. Comunque sono sicuro che ogni situazione verrà valutata singolarmente...non vogliamo di certo multare i dj onesti che COMPRANO musica. D: Il dj che + in possesso di files originali ottenuti legalmente (a pagamento o a titolo gratuito), di composizione musicale non appartenente al repertorio tutelato dalla sezione musica della SIAE, è in regola? R: Per i file scaricati da internet la questione è più complicata... il file è comunque una copia della sorgente del brano, quindi la licenza deve essere fatta, anche se il file rimane sul computer. D:Non vedo perché, se il brano su supporto è definito originale e un altro venduto in digitale (dalla stessa label), è una copia. E’ plausibile che sia un modo per scoraggiare il digitale che è meno controllato (e molto piratato)? R: Credo che ci siano già delle sentenze a riguardo, comunque non è questa la questione visto che se parliamo di download legale parliamo di neanche il 20% della categoria. E poi bisognerebbe capire quanti di questi digital stores pagano i diritti d'autore...ma questa è un'altra storia. Il sunto è che non siamo ancora in grado di avere la tracciabilità completa di un file audio digitale. La strada è ancora lunga… D: Un altro esempio: UN file audio acquistato in un digital store estero che non ha accordi con la SIAE, ma la cui composizione musicale appartiene al repertorio tutelato dalla sezione musica della SIAE è considerato da quest’ultima ugualmente legale e originale? R: La Siae ha accordi con tutti gli altri enti a lei paralleli, quindi rientra nella licenza di copia. Ad esempio io che importo cd dove il diritto è già evaso alla sorgente pago solo la vidimazione. Ribadisco poi come sopra che ogni caso verrà visto in maniera soggettiva in fase di controllo. In Inghilterra la digital dj license è già in opera da 4 anni, e non penso che questo limiti la promozione libera di musica. E non penso che se tu mandi un brano al tuo amico dj inglese, non lo possa suonare. D: Pensi che le regole del gioco in Italia contrastino con il mercato libero a livello Comunitario e con la volontà di chi vuole promuovere la musica liberamente (etichette, produttori in primis), senza per questo aderire a nessun ente, meno che meno a Creative Commons. E poi, era proprio necessario questo balzello sul dj? Si è convinti che possa colmare le falle dei mancati introiti frutto del download illegale? Se proprio necessaria questa tassa, perché non includere tutte le casistiche, facendo pagare una tassa una-tantum per un numero di brani illimitati, senza l’obbligo d’inserirli, tra l’altro semplificando notevolmente il processo e incentivando i djs ad aderire? Non scordiamoci, tra l’altro, che si paga già una tassa SIAE sui cd vergini… ma è solo ad uso privato… R: Penso che le licenze a seguito dei controlli saliranno. Non credo che la SIAE si arricchirà con questa licenza visto che il 90% degli iscritti ha scelto la fascia da 200 €, prezzo concordato con noi associazioni. Oltretutto chi suona originali non è dovuto a farla, non credo sia un fardello così pesante; un dj professionista di esperienza si aggira intorno alle 150-200 € a serata, 600-800 € al mese, 5000-6000 € all'anno (oltretutto in nero)... non parliamo proprio di gente povera. Questa licenza, anzi, potrebbe aiutare ad eliminare il dj improvvisato gratis o a 50 € senza un originale, perché vincolerà anche il locale. Ok Valentino, sei stato molto esaustivo. Tiriamo le somme. R: Concludendo, non nego che ci siano ancora grossi problemi (non ultimo il problema dei diritti connessi richiesti sulle copie lavoro da SCF), ma credo che questo sia un passo importante per la categoria dj per essere unita...il bicchiere lo vedo mezzo pieno! |