Personaggi
Estelle nel cielo dei successi
di Riccardo Sada

La stella di “American Boy”, tormentone dell’estate, guida la lista dei candidati al premio inglese. La migliore di tutti, secondo Mobos, attesa al varco da altre stelle della musica black.

Dopo la delusione ai Mercury Prize, Estelle Swaray, 27 anni, che con “Superstition”, cover di una hit di Stevie Wonder, segue le orme dei Jonas Brothers, cerca il riscatto. Estelle vive a Brooklyn, New York, ora, questa ragazza tuttofare, cantante, compositrice, produttrice e rapper che non ha paura di assumersi dei rischi. Soprattutto per “Shine”, il suo secondo album. Estelle è la prima artista a pubblicare un disco per la Homeschool, la nuova etichetta di John Legend, in collaborazione con l’Atlantic Records. 
“Tutte le mie canzoni trattano totalmente la mia vita”, dice avvalendosi della collaborazione di produttori e artisti come Kanye West, Swizz Beatz, Wyclef Jean, Will.i.am, Mark Ronson e Cee-Lo & Jack Splash. “Il suo sound è una miscela unica di hip-hop, pop, reggae e soul”, avverte Legend. Che prosegue: “Ha una voce speciale, diversa da qualunque altra della musica crossover di oggi, ed è davvero capace di scrivere musica. Compone testi attuali con melodie indimenticabili. Lo avevo già notato quando per la prima volta lavorai con lei nel 2004. Sono emozionato e onorato che Estelle sia la prima artista della mia etichetta. Credo che il mondo intero s’innamorerà del suo album. A me è già successo”. Estelle è un talento. Straordinario, “destinata a fare grandi cose”.
Nata seconda di otto figli in una famiglia estremamente religiosa, da madre senegalese e padre originario dell’isola caraibica di Grenada, Estelle impara presto ad assumersi le proprie responsabilità e quelle nei confronti della famiglia. Oltre a come sfuggire alle pressioni della vita quotidiana attraverso la musica. Nonostante sua madre avesse bandito l’ascolto di musica profana in casa, la piccola subì l’influenza della musica africana e gospel. “Le radici reggae e dub del mio patrigno, originario delle Indie Occidentali, fecero il resto”. Grazie a un impressionante sistema hi-fi fatto in casa, Estelle sognava. A scuola invece furoreggiava il sound del pop degli anni Ottanta. “La vita ti offre molto di più che prendere solo quello che qualcuno ti dà”. Il trasferimento a New York, di propria iniziativa, fu naturale. Da lì, la cena a Los Angeles, la frequentazione di Legend e la traccia che ha dato il titolo all’album, prodotta da Swizz Beatz. “É il proseguimento di ‘1980’: sono io, pura e semplice come più non potrei essere. Tira fuori da me un sacco d’insicurezze ma allo stesso tempo mi fa provare a essere solo me stessa. Per quanto possa farti credere che sia una donna forte, quella donna forte è ancora piuttosto vulnerabile, che poi è abbastanza tipico della maggior parte delle persone”. E quando Legend chiese una hit, Estelle e Will.i.am vennero fuori con “American Boy”, un brano funky. Di successo. Che flirta con le canzoni d’amore contenute nel resto del cd. “Sono una donna vera. Ho avuto relazioni e ne sono rimasta ferita. E ho ferito altre persone”.
Da quando ha condiviso una cena con John Legend, a Estelle tutto è cambiato. “Pensavo che l'incontro con John fosse solo un sogno, cioè una cena di quelle di lavoro che sarebbero finite lì”. Invece Estelle oggi “rischia” di percorrere la strada che ha portato al successo Craig David, guarda caso anch’esso della scuderia Warner. David, londinese come la sensuale ragazza di “American Boy”, arrivava dal 2 step e finì verso un suono molto mainstream. “Non so: io credo che pop e R&B siano confinanti. Io dall’old school ho preso le melodie e le atmosfere soulful. Se poi parliamo di fenomeno di emigrazione di voci inglesi, quindi dal Regno Unito agli Usa, non posso che dirmi felice della cosa. Faccio parte di questo cambiamento”. Gli elogi si sprecano. “Mi fa piacere il paragone con Lauryn Hill, ha una voce eccezionale. Le persone si divertono con i complimenti, un’amica vedendomi su Mtv così mi ha subito chiesto se ero cambiata. Le ho detto: ‘Mi vedi?. Sono cambiata?’”.