Intervista
François K.
di Marco Corona

Ciao François K., avrei un sacco di domande da farti, ma penso che non basterebbe un libro. Quindi, se sei d’accordo concentro il tutto e cerco d’estrarre l’essenza, facendoti delle domande mirate.

A tuo avviso la scuola americana nel djing è ancora viva? 
Risposta: Che cosa è accaduto? Hai sentito dire che è morta?

Quali sono le notizie più importanti che ti riguardano: nuovi dischi, produzioni e remix?
Risposta: Il mio nuovo singolo è “Road Of Life” in vendita in digitale su iTunes e in vinile su Deep Space Media/Wave Music. Ho anche in cantiere interessanti lavori, incluso l’esclusivo DJ mix per una la major di videogiochi; la 3-CD compilation per il Ministry Of Sound, e, infine, la "Deep Space NYC Vol. 2” compilation.
Attualmente non sto accettando più lavori di remixing in quanto voglio concentrarmi esclusivamente sui miei progetti. Potrei riprendere con lavori di terzi solo a partire da questa primavera.

Che cosa ne pensi del lavoro di dj oggi?
Risposta: Non penso al djing come un “lavoro”. Quando suono la musica, lo faccio perché è una passione; è un'attività stimolante e creativa. Se fosse “un lavoro” avrei smesso di farlo tanto tempo fa! 

Che ne pensi delle produzioni house mondiali in circolazione attualmente?
Risposta: C’è in giro gente di talento, in ogni parte del pianeta, che sta producendo cose eccitanti ed innovative. Ciò è molto più interessante di quanto potesse esserlo se arrivasse da una sola parte del mondo. Invece, cosi, si miscelano gusti e stili, generando nuove sonorità.

Che genere di musica potremo ascoltare e ballare nei prossimi mesi?
Risposta: Dipende interamente da dove andrete e con che genere di gente vi riunite.
Poiché è estate, sono sicuro che gli ascoltatori desiderano molto sentire canzoni happy “party-oriented” per divertirsi allegramente. Nulla di serioso…

Che cosa pensi della musica italiana? 
Risposta: In Italia ci sono molti giovani talentuosi. Sempre più nuovi dischi mi arrivano da voi.

Cosa e è cambiato nei club in America negli ultimi due anni?
Risposta: Non posso rispondere per tutta l'America, ma, certamente a New York la tendenza è stata abbastanza negativa, con serate dove sei costretto a prenotare il tavolo e comprare un bottiglia d’alcolico, poiché Manhattan si è trasformata in una città di gente ricca. Non ci sono molti club underground di grandi dimensioni, ma soltanto piccoli, molto piccoli. 

Hai una idea per creare il club dei tuoi sogni? 
Risposta: Certo che si. Solitamente il club viene progettato con un concetto di design, e solo successivamente ci si occupa del sound system, adattandolo all’arredamento.
Io invece desidero sviluppare un sistema per l’ascolto ottimale e, solo dopo, pensare all’arredamento e non il contrario. Un concetto molto differente…

Quali consigli daresti ad un dj che sta iniziando solo ora la sua carriera?
Risposta: È un periodo molto difficile per trasformarsi in DJ siccome c’è già tanta gente che lo sta facendo. La cosa più importante è quello di fare la cosa in cui si crede. Se ritenete che far ballare la gente è il vostro modo di trasmettere l’amore per musica fatelo. Se invece è un modo per far soldi smettete subito. Se siete appassionati la gente lo noterà e vi darà una chance. Suonate musica perché è nel vostro cuore…


Si ringrazia Diego e Zenzo della F&G Italian Department