Interviste
Janette Slack: la modaiola
di Riccardo Sada

I Pink Armada che si sono tenuti in Portogallo nel dicembre del 2009 hanno decretato non solo la bravura di una dj italiana come Giulia Regain, bensì una dj tutta pepe come questa reginetta londinese tutta latex ed electro. Pronta ad annientare tutti con un eccezionale impeto
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Era il 2001 quando per la prima volta si avvicino a un Pro Tools. “Diressi, registrai e masterizzai una sigla per un gioco andato in onda su un’emittente radiofonica”.
La sua prima esperienza come dj risale invece al ‘98, a Hong Kong. “Forse è in Asia che mi nacque la passione per il sushi, poi venne lo snowboard e l’odio per i mezzi pubblici: non voglio mai guidare, così ho dei roller che a Londra sono il top per girare, anche per andare ai concerti. Mi piace molto incontrare e parlare con persone diverse alle feste, soprattutto dopo le feste. Sono una persona amichevole e accessibile, ma non ho paura di nessuno”. A Janette Slack (www.janetteslack.com) piace il punk, il funky, l’alternative e il look sportivo, di moda, stivali alti, i cappelli con fantasia. “La mia vita è tutta rock'n'roll: sono montagne russe, con me”.
Suona a Londra, dal Torture Garden all’Air, dal Fabric al Matter, dal Mass all’SE1 Impegnata in più tournée in giro per il mondo, ha più ambizioni nel mondo delle produzioni musicali: comporre sottofondi per videogiochi, creare colonne sonore per lungometraggi di fantascienza e sonorizzare allegri film d’animazione. “Utilizzo delle batterie elettroniche e tradizionali e suono la chitarra ma forse la cosa più facile per me è programmare con sequencer e virtual instrument nel mio studio. Posso distrarmi con qualche discesa in snowboard...”.
Per scoprire chi l’ha lanciata si dovrebbe intraprendere un lungo viaggio tra la gente. “Le persone che devo ringraziare sono Frank Broughton, autore di ‘Last Night A DJ Saved My Life’, che ho usato per il documentario che Doug Pray ha realizzato sulla mia vita. Poi c’è il mio primo manager, Alex Smith, che mi ha fatto conoscere Ali B della Air Recordings. Un grazie a anche a Glen Nichols dal Future Funk Squad e a Allen TG del Torture Garden”.
Janette ama Audiofly, D. Ramirez e i Crookers (“quello che mettono nei loro set, non lo mette nessuno: hanno un’energia unica che è l’ideale per i festival”), poi BT (per il singolo “Orbitus Taranium”) e le colleghe (“sono sexy, le donne dj; guardate Giulia Regain; uno stile fantastico se abbinato a della buona musica”) e usa MySpace e Facebook per dialogare coi fan. Lavora per conto proprio. “Non ho nessun partner che decida per mio conto. A volte lo vorrei, visto il mio quotidiano carico di lavoro. Ma come si dice: chi fa da sé... Semmai preferisco le collaborazioni. Ci si annoia a lavorare da soli ed è invece stimolante e divertente confrontarsi con altri individui”. Da una joint venture è emerso il suo remix per i Nine Inch Nails di “The Hand that Feeds”. Tutte le sue realizzazioni sono comunque ovviamente su Beatport, DJdownload, Trackitdown, iTunes e tanti altri shop digitali.
“Internet è una buona idea per raggiungere le persone in tutto il mondo e rimanere in contatto con i miei amici in tutto il mondo. Gli mp3 sono pratici, perfetti per viaggiare con leggerezza. Ho usato i dischi in vinile per otto anni. Ho ancora migliaia di dannati mix. Ho usato delle valige intere per trasportare chili di dischi. Poi un giorno ho detto basta. E ho imparato a suonare con i cd player”. Da “Take It” e “Around the Block”, da “Shake’n’Play” sino a “Red Ramona”. “Il tutto per un suono sporco e muscoloso, che fonde il rock alla progressive house più sfrontata".