Interviste
Lady Gaga
di Riccardo Sada

 
Dicono sia la nuova Madonna, nel Regno Unito. E lei promette strage di cuori, la conferma degli anni Ottanta e hit a non finire

Stefani Joanne Germanotta (New York, 20 marzo 1986) con il singolo “Just Dance” ha fatto sfaceli. Numero uno in molti paesi, Lady Gaga, così si fa chiamare la ragazza dalla frangetta platinata, bistratta le classifiche di Stati Uniti, Regno Unito e Australia. Il suo album di debutto, “The Fame” (su Interscope), si muove sempre meglio tra la critica e le graduatorie. Tre i singoli all’attivo e dicono che sia la nuova Madonna, almeno nella terra d’Albione. “Diventerò il nuovo fenomeno disco pop”. Le varie Katy Perry, Beyoncè, Pussycat Dolls e Britney Spears (nonostante queste ultime collaborino con lei da breve tempo) sono avvisate.
Stacchetti per le Veline consegnati più volte e melodie orecchiabili. “Poker Face” riecheggia forse perchè inserito anche nella colonna sonora di un episodio di “Gossip Girl”. “Sono bisessuale, o meglio: sono un gay intrappolato nel corpo di una femmina”, dice Lady Gaga, con quel nome rubato forse da “Radio Ga Ga” dei Queen (“è un’idea del mio produttore”). 
La Lady ha debuttato a Parigi nella sua prima tournée mondiale, che l’ha già trasformata in una vera starlette portandola ad Amsterdam, Francoforte, Zurigo, Montecarlo e nelle maggiori città statunitensi. Solo l’Italia ne è esclusa e chissà perché.
“Sono figlia di italiani della upper class di New York e fin da bambina ho sempre dovuto lottare con mio padre per cantare e vestirmi come volevo; quando andai a vivere nella Lower East Side tra pusher e travestiti, ho iniziato a vestirmi con reggicalze di pelle cercando una nuova identità”, spiega. Ma lasciata la Grande Mela, ora a Los Angeles va a caccia di fan: “Voglio un seguito che si diverta e mi segua sempre”. Gonnelline aderentissime e colori glitter, aggiung. “Il mio sogno era di diventare la nuova David Bowie”. Oggi è “libera di esprimersi come vuole”.
Se ne infischia dei critici, la signora Gaga. Parità tra sessi? “Se uno si mette l’ovatta nei pantaloni per sembrare più dotato è un fico, se io m’infilo una minigonna mozzafiato sono una prostituta. Io non sto a ‘sti giochini. Quando ero ancora sconosciuta ai più, mi mettevo fuori dai club frequentati dai vip, bastava che mi conciassi da star che i buttadentro si trovavano a spalancarmi le porte di ingresso”. Della serie: se credi davvero in te stessa, nessuno ti scalza. Anzi. “Io sono una che ama la moda revival: oggi vanno gli Ottanta e se ti vesti da Cindy Lauper o Madonna, allora fai segno, devi avvicinare il suono del tuo cd al tuo look”. Lady Gaga voleva essere famosa a tutti i costi. “E quei quindici minuti di Andy Warhol a me non sarebbero mai bastati. Partecipare a un Grande Fratello rende famose, certo, e quindi devi avere la stoffa per restare a galla in questo ambiente. Ma io penso di essere un’artista di quelle vere, che si rinchiudono in se stesse per scrivere canzoni e comporre”.

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