Label
La Hit(aly) controcorrente
di Marco Corona

L’8 agosto scorso (08.08.08...) è nata è nata Hitaly Muzik (www.myspace.com/hitalymuzik e hitaly.muzik@gmail.com), un’etichetta discografica davvero singolare. Che cerca subito prodotti, produttori e dj, mettiamolo in chiaro. “Importante è che siano brani strani, unici”, spiega uno dei soci, Luca Minoli, dal suo studio di Oleggio, in provincia di Novara. “Il nostro intento è scoprire l’universo sonoro e tutte le sue sfumature”. Il marchio va a caccia di idee e del sound glocal, come in ambito gastronomico. “Siamo due chef e ci piace esportare il sapore del territorio”, sintetizzano. Luca Minoli è in clausura nel suo studio di registrazione, impegnato a produrre, mentre la sua metà professionale, Riccardo Sada, da Milano, gira in lungo e in largo con l’intento di promuovere l’iniziativa.

Quindi è Luca Minoli a spiegare il perché della nascita del marchio.
“Hitaly Muzik é un’identità, una personalità. Un progetto che nasce naturalmente in Italia e che tratta un argomento globale come la musica. Io e Ricky cerchiamo pezzi davvero strani, vogliamo che siano le altre etichette esistenti a cimentarsi in generi collaudati. E poi la differenza le fanno le idee. Se una cosa suona strana, ci soffermeremo ad analizzarla. Non abbiamo pressioni di tempo o di denaro e quindi faremo caso a tutto ciò che per noi, visto che la label è nostra, sarà sorprendente”. Nel caso nascesse uno stile, Hitaly Muzik sarebbe lì, pronta ad agguantarlo. “Il country electro esiste? No? Fatelo. Trasformate Neil Young in un robot. Basi sperimentali con idee e voci e sample maranza. Accendete il frullatore (che è in voi), sarà il vostro mixer di fiducia”.

Come opererà la struttura?
“A passi precisi. Il motto è ricercare, selezionare e distribuire. Un po’ di cuore e un po’ di cervello. In studio si è animali di razza, fuori sarà una lotta all’ultimo promo. Quindi spazio all’istinto. Noi produciamo essenzialmente per il piacere di farlo, dando spazio a creatività e sperimentazione. Siamo sempre alla ricerca di nuove sonorità e di nuove tecniche. Tutto avviene sotto la supervisione di entrambi, non passa brano che non venga testato in tutte le sue caratteristiche sia da me che da Ricky”.
Sempre in due. Le grandi etichette odierne sono nate da mitiche coppie.
 

È Sada a parlare, ora.
“Due teste sono... peggio di una. C’è da far collimare energia, estro, disciplina. Mica è facile. Ma amiamo le situazione difficili, io e Luca. Strana coppia, noi due. Eppure, i grandi della dance spesso hanno lavorato in tandem: Ugolini-Raimondi, Bortolotti-Leoni, Gatto-Ridolfi, Farina-Crivellente, Baldoni-Rosellini, Accatino-Rimonti”.

Perché Ricky ha scelto te, Luca? E perché tu Luca hai scelto Ricky? Qui i due parlano all’unisono.
“Abbiamo notato subito in entrambe le parti una seria devozione verso questo lavoro, piacevole e gratificante ma maledettamente duro. Abbiamo gusti musicali e idee comuni e lavoriamo equilibratamente a ogni progetto. Insomma, andiamo d’accordo. Come una cassa e un basso ben equalizzati”.

Ma perché Hitaly Muzik? Come è caduta la scelta su questo nome?
“Suona bene. Ha un che di patriottico. Il rapporto con le hit è dovuto anche alla Hitland, che ci distribuisce, cura l’estero, sbriga per noi faccende burocratiche troppo noiose; e per questo diciamo grazie a Matteo Lombardoni”

Chi sono i vostri collaboratori?
Spiega Luca: “Chi ci ama. Nello specifico, avremo l’intervento di diversi artisti, come la chitarra di Samuele Calcaterra dei The Blue Vine Hill, le percussioni di Nik dei Minivip (www.myspace.com/minivip), voci come quelle di Karin T. I dj sono tantissimi, inutile elencarli e Ricky poi ha il trip per le donne dj. I nostri amici alla fine li troverete nella top friends di MySpace. Tra le label collaboriamo con Smilax di Alberto Margheriti, Fahrenheit di Mario Più e ci piacerebbe, eh, siamo dei leccapiedi, anche con la Krone di un certo Marco Corona”.

Avete delle edizioni musicali?
“Ci appoggiamo alla Warner Chappell”.

Quali obiettivi vi ponete?
“Divertirci, divertire, happy dance, happy people”.

Perché una label in un momento di crisi come questo?
Ricky prende la parola: “Hitaly Muzik è più che una label, è un modo di vedere la musica tra in punk robboso e il fichetto, è la comune e l’onanismo elettronico, non ci poniamo mete a livello economico, quindi non abbiamo limiti. Ci chiedono tutti con che disco debutteremo? Ci sono delle cose strane nell’hard disk. Sarà una sorpresa. La carta è più lenta della Rete, l’atomo è lumacone e il bit vola, le notizie vengono sorpassate dai fatti ma metteremo tutto on-line, sempre”.

La domanda che vi aspettavate?
“‘Ciao raga, fate anche il vinile?’. Noi facciamo anche dodici pollici in platino, basta che la produzione che lo inciderà sia degna. Sennò il tutto resterà nel limbo di Internet. Oggi supporto è un lusso. Noi siamo poveri in canna ma ricchi di animo. Al ristorante paga sempre il più ricco, non il più simpatico, perché non lo stesso nell’industria discografica. Stringeremo accordi con multinazionali, e non solo discografiche, forse, chissà. Prostituirsi spesso fa male alla morale ma bene alla pancia”.